In psicologia, la crescita post-traumatica è un concetto che descrive un cambiamento psicologico positivo sperimentato come risultato della lotta con circostanze di vita altamente impegnative e altamente stressanti.

Come molte altre persone che si occupano del fine vita nel campo delle scienze sociali, in questi ultimi due anni mi sono più volte interrogata su quali implicazioni abbia avuto la pandemia sulla rappresentazione del fine vita. Come è cambiata la percezione della morte nel nostro contesto sociale? Quali conseguenze avrà questa esperienza epocale che abbiamo vissuto – e stiamo ancora vivendo – sul modo in cui conferiamo senso al morire? E, ancora, in che modo possono contribuire le varie discipline che si occupano di tematiche tanatologiche (la filosofia, la storia, la sociologia, l’antropologia, la psicologia e altre ancora) a comprendere meglio l’impatto questi cambiamenti?

Testo tratto dal blog “Si può dire morte” , per leggere l’intero articolo di Cristina Vargas vai alla pagina
https://www.sipuodiremorte.it/normalita-e-trauma-la-paura-della-morte-in-tempi-di-pandemia-di-cristina-vargas/

Post Traumatic Growth (PTG)
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