Il richiamo del vaccino, la terza dose, diventa booster. Perchè utilizzare un termine inglese quando, per una comprensibile comunicazione sia giornalistica che istituzionale, la parola richiamo è la più semplice, corretta e sopratutto italiana.

Dal sito dell’Accademia della Crusca sull’uso di booster
https://accademiadellacrusca.it/it/contenuti/titolo/18483

Secondo Claudio Marazzini, l’uso di booster appare “inutile e incomprensibile”, soprattutto considerato il fatto che è rivolto a tutta la popolazione, presso la quale la competenza linguistica inglese è distribuita in modo disomogeneo. Nelle parole di Marazzini: “La diffusione indiscriminata e acritica, tramite i media e non solo, della parola booster da sola e senza l’equivalente italiano, che pure esiste, mostra che ancora una volta si è persa l’occasione di aiutare gli italiani a capire meglio, forse per ‘educarli’ all’abbandono della loro lingua, o per dimostrare che l’italiano non ha parole adatte. E questo non è vero, perché richiamo, per i vaccini, esiste dalla prima del Novecento”. Sono molte le malattie che richiedono la somministrazione di più dosi di vaccino: “In italiano in questi casi” ha spiegato Marazzini, “abbiamo sempre detto richiamo, per esempio per l’antitetanica, e nessuno ha mai contestato questo termine”.

Booster
Tag: